TITOLO: Tata Loriga
STUDIO in terracotta per la realizzazione di un’opera in bronzo, 2016
LUOGO: AGGIUS
A Sennori, la donna anziana viene chiamata ‘Tata’. Tata sostituisce il nome della persona, mentre si mantiene il cognome: Tata Pazzola, Tata Rubattu… Tata Loriga era mia nonna.
Tata Loriga era di quelle donne antiche che reggono la struttura portante degli equilibri di una famiglia. La sua perdita prematura è stata un trauma. “L’arte è possibilità di trasformare i veleni in medicina”.
A Sennori, da sempre si produce olio, vino, scope e si intrecciano cesti, fatti in giunco marino e palma nana. Tata Loriga era una di quelle donne che nei tardi pomeriggi d’estate si sedeva in strada con le sue comari, a intrecciare cesti e chiacchiere.
Rappresentare la sua figura così solenne e matriarcale, mentre intreccia un cesto, una grande spirale simbolo d’infinito, mette pace alle inquietudini ed esorcizza le paure omaggiando le Veneri Paleolitiche.
Le comunità paleolitiche creatrici delle Veneri erano egualitarie.
Le Veneri Paleolitiche sono le prime rappresentazioni della figura umana della nostra Storia. Un simbolo carico di Tempo arcaico, avvolto di un mistero che ci proietta nei labirinti inconsci della psiche umana, attraverso una ritualità tanto assente dal nostro quotidiano, quanto presente e potente nel nostro segreto immaginario.



