TITOLO: Ambisùe
CONTESTO: Young Fiber Contest, 2016
LUOGO: Imbiacheria Vajro, Chieri
Un’opera in movimento. Unico, essenziale bagaglio di un viaggio che comincia.
Un piccolo telaio a cornice, un unico elemento iconografico sa ambisùe (la sanguisuga), creatura dell’ombra e dell’oscurità, abitante degli acquitrini, delle paludi, la sanguisuga si nutre della linfa più sacra. Centro focale dell’opera, Proteo informe che, nella stilizzazione iconografica, ricorda l’occhio umano, che sembra osservarci muto da mondi ultraterreni.
Uno sfondo duale di lana Sarda nera e bianca, quasi un estremo, definitivo distillato degli innumerevoli cromatismi possibili della tradizione di Nule. Proprio alle sanguisughe è affidato il compito di riportare quell’unico, solo fuoco che fa vibrare tutta l’opera del tremito del colore riconquistato.
Un colore inarrestabile, impossibile da contenere nella cornice di abete, dentro l’anima della tessitura. Sfugge, corre lontano, si aggrappa ovunque, anche a un ramo di cisto, evocazione densa, proprio come sangue che sgorga, scorre, cerca la vita e la porta via verso un altrove che non ha confini. L’ordito che cola come rampicante che non trova appiglio, radici sospese fonte e ragione di peregrinazione. filo rosso da seguire, come traccia preziosa per un viaggio la cui meta è sconosciuta.
NOTA: Quella di Nule, piccolo paese del Goceano in provincia di Sassari, è una delle tradizioni più antiche e gloriose del Tappeto Sardo. Una mescolanza inestricabile di estrema perizia e sapienza tecnica, di straordinaria fantasia iconografica e cromatica.



