TITOLO: Gairo, luogo che scorre
CONTESTO: Biennale di Anzio, 2019 (menzione speciale)
LUOGO: Museo Archeologico, Anzio
Scosceso, sospeso, appeso, questa è l’immagine che oggi resta dell’antico paese di Gairo. Emblema di una terra abusata e abbandonata, stimmate di un popolo che non trova concordia e si strama, si sfrangia, disperdendo un’essenza che si dissolve nel tempo.
Questa è la storia di Gairo vecchio, piccolo villaggio della Sardegna.
C’era una volta….Perché Gairo, il villaggio che non c’è più, cela nel nome la sua sorte:
Ga Roa, dal greco “terra che scorre”.
La Sardegna di fine 800 è un’isola spogliata e deturpata dal massiccio disboscamento. Le pesanti alluvioni dei primi del 900 poi, costringono gli uomini a rendersi conto della loro vulnerabilità nei confronti della natura, non più madre accogliente, ma preziosa risorsa sfruttata senza rispetto.
Così un piccolo e caratteristico villaggio dalle pareti rosa e azzurre, nascosto tra i tacchi dell’Ogliastra diventa micro visione di uno scenario futuro, monito per un cambiamento necessario, alla portata di tutti, artisti ed artefici del nostro futuro.



